About Belgrade

La Storia di Belgrado

Belgrado non vanta solamente il fatto di essere una delle più antiche città dell'Europa ma purtroppo anche una di quelle con la storia più tumultuosa del continente. Belgrado è stata ripetutamente bersaglio di guerre e campagne espansionistiche a causa della sua posizione strategica, alla confluenza dei fiumi Danubio e Sava, un punto cruciale tra Occidente ed Oriente.

 

 

Storia antica
Il primo insediamento umano nell'area occupata oggi dalla città di Belgrado, risale a 7000 anni fa, ma solo nel 4000 a.c. la cultura Vinča arrivò ad estendersi per un'area per dimensioni e popolazione più vasta di qualsiasi altro gruppo neolitico in Europa. Inoltre i ricercatori sostengono che le popolazioni preistoriche Vinča detengono anche il primato di aver creato una delle prime forme di alfabeto. Nel 600 a.c. circa le tribù degli Sciti, dei Cimmeri e dei Traci attraversarono quest'area e alla fine del III secolo a.c. le tribù Celtiche raggiunsero Belgrado. In particolar modo fu la tribù conosciuta con il nome di Scordisci che nel 279 a.c. costruì l'insediamento fortificato di Singidunum (Singi - tondo e Dunum - fortezza).
Nel primo secolo d.c. i Romani conquistarono Belgrado, governando la città e mantenendone il nome per più di quattro secoli. La posizione strategica di Singidunum non fu però sfruttata interamente fino all'86 d.c., quando la Legione Flaviana la trasformò in un importante base militare. Nel II secolo d.c., durante il dominio dell'Imperatore Adriano, la città divenne una vera e propria municipalità romana ed incrementò anche la sua importanza militare.
Nel 395 d.c., in seguito alla dissoluzione dell'Impero Romano in Impero Romano d'Occidente e Impero Romano d'Oriente, Singidunum divenne una città di confine con l'Impero Bizantino e ancor di più un punto strategico per i commerci e le comunicazioni. La caduta dell'Impero Romano fu seguita dall'invasione delle popolazioni barbare come gli Avari dell'Est, i Goti, i Gepidi e gli Slavi. A causa della sua posizione di confine, Belgrado fu vittima di frequenti attacchi e saccheggi. Singidunum cedette agli attacchi nel 441 quando fu depredata da Attila degli Unni.
La ripresa avvenne nel 535 d.c. grazie all'imperatore bizantino Giustiniano che ricostruì la Singidunum, la sua fortezza e ne ristabilì l'importanza militare.
Alla fine del VI secolo, la fortezza fu attaccata e distrutta da Avari e Slavi e il nome Singidunum andò perso per sempre. Nell'878 si parla nuovamente della città, questa volta con il nome di Belgrado ( letteralmente "città bianca" per via del colore delle pietre con le quali era stata costruita)  in una lettera di Papas Giovanni VIII al Principe bulgaro Boris I Mihail. Furono ancora diverse le popolazioni che occuparono Belgrado. I Franchi furono i primi a invadere e distruggere Belgrado, poi vennero i Bulgari e successivamente gli Ungari.
Nel 1018 Belgrado entrò nuovamente a far parte dell'Impero Bizantino. Durante il XI e l'XII secolo, le forze antagoniste agli Ungari, ovvero i Bizantini e i Bulgari lottarono per la città: ci furono tre Crociate (rispettivamente nel 1096, 1147, 1189) che portarono instabilità e distruzione a Belgrado.


Medioevo
Il dominio serbo a Belgrado iniziò  nel 1284 con il re serbo Dragutin, genero e vassallo del re ungherese Ladislav IV. In quel periodo crebbe notevolmente l'influenza della Chiesa Ortodossa Serba. Dopo la morte di Dragutin, suo fratello Milutin tentò di impadronirsi del trovo, contrariamente a quanto stabilito.
All'inizio del XV secolo, quando i Turchi entrarono nella scena europea, l'antagonismo tra serbi e ungheresi giunse al termine. Gli ungheresi permisero la costruzione di Belgrado durante il dominio del despota serbo Stefan Lazarević. Durante gli anni in cui rimase al potere (1403-1427) la città prosperò e divenne uno dei più importanti centri economici, culturali e religiosi dell'Europa Centrale con circa 40-50.000 abitanti.


Conquista turca e invasioni austriache
I turchi consideravano Belgrado uno dei peggiori ostacoli nelle loro campagne espansionistiche verso l'Europa Centrale. Nel 1440 la città fu vittima del primo assedio da parte dell'Armata Turca, ma gli attacchi continuarono per quasi un secolo, tanto che Belgrado acquisì la nomea di Dar-ul-Jihad “Casa della Guerra Santa".  Infine nel 1521, sotto il comando del Sultano Suleiman il magnifico, i turchi riuscirono a conquistare Belgrado: la città fu demolita e data alle fiamme. La Belgrado turca divenne più tardi un centro di grande importanza commerciale, mantenendo la pace e prosperità per 170 anni.
Nel 1688 i turchi vennero sconfitti alle porte di Vienna dagli austriaci; Belgrado cambiò nuovamente dominio, ma solo per due anni, infatti già nel 1670 la città tornò in mano ai turchi. Belgrado fu occupata dagli austriaci in tutto tre volte (1688–1690, 1717–1739, 1789–1791) ma sempre velocemente restituita agli ottomani.
Dopo il trattato di pace di Svishtov nel 1791, gli austriaci si ritirarono a Zemun e ai Giannizzeri fu proibito l'ingresso a Belgrado.
Ciononostante nel 1801, tramite un attacco armato condotto le truppe dei Giannizzeri riuscirono a prendere nuovamente il controllo della città: fu un periodo di anarchia e violenza che condusse al massacro dei nobili serbi "Kne zes".


Liberazione di Belgrado
Un crescente nazionalismo condusse alla Prima Insurrezione Serba del 1804. Dopo due anni di dure battaglie, la città divenne la capitale della Serbia e l'emblema della libertà del suo popolo.
Nuovamente nel 1813 i turchi ripresero il controllo della città e la repressione che seguì portò ad una seconda insurrezione nel 1815. Questa volta il conflitto fu risolto in modo diplomatico siglato con un accordo nel 1830: i turchi avrebbero dovuto lasciare le campagne e ritirarsi nel Territorio dei Sei Forti. Infine nel 1867 i turchi lasciarono definitivamente Belgrado.


Guerre Mondiali
Lo sviluppo di Belgrado fu interrotto dalla Prima Guerra Mondiale, poiché la città era un ostacolo alle mire espansionistiche degli austriaci. La Prima Guerra Mondiale iniziò proprio con un ultimatum e con l'attacco alla Serbia.
Durante la Grande Guerra Belgrado fu la città della Serbia a subire i danni maggiori e oltre il 28% della popolazione serba perì.
Belgrado divenne la capitale del Nuovo Regno di Serbi Croati e Sloveni; numerosi edifici, abitazioni, parchi e servizi vennero costruiti, così come il primo ponte tra Sava e Danubio. Nel 1936 Belgrado fu proclamata persino "tourist resort".
Questo periodo di sviluppo è pace fu interrotto per l'ennesima volta nel 1941, quando la Serbia, dopo aver rifiutato di collaborare con la Germania Nazista, venne duramente bombardata dalla Luftwaffe e migliaia di persone persero la vita. Sotto il controllo nazista la Comunità Ebrea fu sterminata (più di 750.000 serbi, ebrei e zingari); alcuni vennero inviati nei campi di sterminio, altri fucilati in pubblico.
Il 20 ottobre del 1944 Belgrado fu liberata dai Comunisti Yugoslavi e dall' Armata Rossa. Il 29 Novembre del 1945, il generale Josip Broz Tito proclamò la Repubblica Federale Socialista Yugoslava a Belgrado.
Il post guerra fu caratterizzato da una rapida industrializzazione e dalla costruzione della Nuova Belgrado. Negli anni '80 del secolo, Belgrado era una fiorente città dall'atmosfera cosmopolita.


La capitale della Serbia
Varie problematiche di natura etica, politica ed economica portarono alla dissoluzione della Yugoslavia nel 1991, che segnò la fine del più lungo periodo di pace nei Balcani nel XX secolo. Nel 1992 Belgrado divenne la capitale della Repubblica Federale della (Repubblica della Serbia e repubblica del Montenegro).
Sfortunatamente nel 1999 la NATO bombardò e distrusse diversi edifici residenziali, amministrativi e commerciali.
Nel 2003 Belgrado divenne la capitale della neo nata Unione Statale di Serbia e Montenegro e nel maggio del 2006 la capitale della Repubblica Serba.

 
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